Sembra che l'App Store di Apple si sia improvvisamente risvegliato dal suo letargo durato tre anni. Dopo un periodo di relativa stagnazione nel numero di nuove app caricate a partire dal 2022, il 2025 ha visto un'esplosione senza precedenti nel numero di applicazioni inviate allo store. Il segreto non è la magia; è l'intelligenza artificiale che ha deciso di indossare i panni del programmatore, consentendo praticamente a chiunque di lanciare la propria app. Questa improvvisa impennata non è solo una questione di numeri effimeri; è una trasformazione radicale che potrebbe cambiare radicalmente l'App Store come lo conosciamo, nel bene o nel male.

I numeri reali dietro l'esplosione del software
Nel corso del 2025, il numero di nuove applicazioni iOS è cresciuto del 24%, ma il vero picco si è registrato a dicembre dello stesso anno, quando i numeri sono balzati del 60% rispetto all'anno precedente. Mentre alcune fonti hanno diffuso una cifra esagerata dell'84%, dati affidabili provenienti da fonti come Sensor Tower e Wells Fargo Securities confermano che l'aumento rimane notevole anche senza esagerazioni. Questa improvvisa interruzione di tre anni di stagnazione suggerisce che non stiamo assistendo a una semplice impennata temporanea, bensì a un cambiamento strutturale nel modo in cui vengono create le app.

È importante distinguere tra "nuove app" e numero di download o ricavi; ciò di cui stiamo parlando qui è "offerta", ovvero il numero di programmi che cercano di ottenere uno spazio sui vostri dispositivi. Apple, come di consueto, non pubblica dati trasparenti sul numero di applicazioni rifiutate o sulle categorie che registrano questa crescita, costringendoci ad affidarci a strumenti esterni di analisi di mercato per capire cosa succede dietro le quinte del processo di revisione delle app a Cupertino.
La rivoluzione della “programmazione proxy”: il programmatore che non dorme mai

La spiegazione più plausibile di questa impennata è l'emergere di strumenti di "programmazione agente": strumenti di intelligenza artificiale che non solo suggeriscono codice, ma creano anche applicazioni completamente funzionanti basate su descrizioni in linguaggio naturale. Il ruolo dello sviluppatore si è spostato dalla scrittura di complesse righe di codice a quello di un "product manager" che detta alla macchina cosa fare. La cronologia dello sviluppo di queste tecnologie rispecchia perfettamente il balzo in avanti dell'app store: dai protocolli aperti di Anthropic alla fine del 2024 al lancio dell'app store di OpenAI, tutte le strade portavano al dicembre 2025.
Alcuni cercano di tracciare parallelismi tra questo momento e il 2008, quando l'App Store fu lanciato con sole 500 app e raggiunse un milione di download in un solo fine settimana. Ma la differenza cruciale è che nel 2008 ci trovavamo in un deserto digitale, alla disperata ricerca di qualsiasi cosa; oggi, siamo in un oceano affollato di milioni di app che si contendono l'attenzione degli utenti, rendendo questa "abbondanza" tanto un problema quanto un vantaggio.
Quantità contro qualità: i rischi dei prodotti in scatola

Ancora più preoccupante è la "mancanza di fiducia" tra i nuovi sviluppatori. Gli studi dimostrano che i programmatori che utilizzano l'intelligenza artificiale spesso sovrastimano la sicurezza del loro codice, anche se potrebbe essere meno sicuro del codice scritto manualmente. Ciò esercita un'enorme pressione sul sistema di revisione delle app di Apple, progettato in un'epoca in cui lo sviluppo di app richiedeva ingenti investimenti tecnici e fungeva da filtro naturale per la qualità. Ora, con la rimozione di questo ostacolo, potremmo assistere a un'ondata di app le cui profonde vulnerabilità non saranno in grado di essere verificate con la rapidità necessaria nemmeno da Apple.
Il futuro dell'app store nell'era dell'abbondanza

In definitiva, ci troviamo di fronte a un enigma che Apple non ha ancora risolto pubblicamente: considera questa esplosione un'opportunità per rilanciare la creatività, o si tratta semplicemente di uno stress test per il suo ecosistema? Il successo di questa fase dipende dalla capacità di Apple di sviluppare algoritmi di ricerca e scoperta; l'aggiunta quotidiana di migliaia di app senza un sistema di filtraggio preciso renderà quasi impossibile trovare una vera "gemma" in mezzo alla moltitudine di app duplicate.
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