Apple sogna una versione di Siri in grado di gestire richieste complesse come "Trova una foto di sabato, ritaglia lo sfondo e inviala alla mamma" con un singolo comando, senza richiedere ulteriori domande o il passaggio manuale tra le app. Questa funzionalità è al centro di un importante rinnovamento di Siri, che verrà presentato alla WWDC l'8 giugno come parte di iOS 27. La possibilità di impartire più comandi in una singola frase è la caratteristica chiave di questo aggiornamento, ma il vero problema è che al momento non funziona in modo affidabile.

Catena di esecuzione a tre cicli

Alla WWDC 2024, Apple ha illustrato l'aggiornamento di Siri in tre fasi: una comprensione linguistica più approfondita, una maggiore consapevolezza del contesto relativo ai dati personali e una maggiore capacità di interagire all'interno e tra le app. Le prime due fasi consentono a Siri di "capire", mentre la terza rappresenta la vera prova del suo successo o fallimento.
La comprensione del linguaggio naturale significa che Siri può analizzare le istruzioni anche quando l'utente inciampa sulle parole, una vera svolta rispetto al vecchio sistema basato su parole chiave. La comprensione contestuale, d'altro canto, richiede che Siri sia consapevole di ciò che è sullo schermo e che acceda a contenuti personali come foto e messaggi per comprendere il significato di frasi come "Foto del sabato".
Ma l'implementazione è l'anello debole; Siri deve richiamare azioni strutturate nella sequenza corretta attraverso app che non sempre controlla. Questo non è un problema dei modelli linguistici, ma dell'affidabilità dei sistemi stessi, come hanno rivelato le versioni beta di iOS 26.5, secondo cui Siri fraintende ancora le richieste o si blocca quando esegue attività complesse.
Le app di terze parti e la sfida del framework App Intents

Per ogni passaggio di una sequenza, Siri necessita di un percorso strutturato all'interno dell'app corrispondente. Apple ha creato questo sistema tramite il suo framework App Intents, che copre centinaia di azioni. All'interno di app Apple come Foto, Messaggi e Mail, l'integrazione è stretta perché Apple controlla il sistema dall'inizio alla fine.
Per vostra informazione Intenti dell'app Oppure "intenti dell'applicazione": questa è la tecnologia che funge da "traduttore" o "ponte" tra l'intelligenza del sistema, come Siri o l'app Comandi rapidi, e le funzioni all'interno delle tue applicazioni.
Tuttavia, per le applicazioni di terze parti, la funzionalità dipende interamente dall'adozione di questo framework da parte degli sviluppatori. La differenza è evidente: una richiesta come "trova, ritaglia e invia l'immagine" potrebbe funzionare tramite le app Apple, ma una richiesta che coinvolge un'applicazione esterna come Dropbox potrebbe fallire se lo sviluppatore non ha implementato i requisiti necessari. In questo caso, il fallimento non si traduce sempre in un errore chiaro; l'esecuzione potrebbe interrompersi a metà, lasciando l'utente confuso.
I ritardi al lancio indicano la difficoltà del compito.

Apple ha ufficialmente posticipato più volte il rilascio della versione "più personalizzata" di Siri, che era inizialmente prevista in aggiornamenti precedenti come iOS 26.4, rilasciato però senza le nuove funzionalità di Siri. Questa serie di rinvii evidenzia una difficoltà strutturale del sistema: far sì che Siri comprenda una frase complessa in un ambiente di test è un conto, ma farle eseguire tre attività consecutive con precisione su milioni di dispositivi con input imprevedibili è tutt'altra cosa.
Secondo alcune indiscrezioni, il rilascio potrebbe avvenire gradualmente tra iOS 26.5 e iOS 27, il che suggerisce che il livello di implementazione non sia ancora sufficientemente coerente per poterlo rilasciare come un'unica funzionalità integrata. Sembra che Apple stia rilasciando ciò di cui è sicura al momento, continuando al contempo a lavorare per rafforzare le parti rimanenti, ancora in parte incoerenti.
Prossima conferenza per sviluppatori

Apple ci stupirà sicuramente con la presentazione di Siri l'8 giugno, e tutto sembrerà perfetto dato che la presentazione è stata preparata e testata in anticipo. Ma la presentazione in sé non è la vera prova; la vera prova sta in ciò che Apple dirà sulla realtà. La questione cruciale è quali app Siri supporterà effettivamente e quali compiti sarà in grado di svolgere con precisione fin dal primo giorno. Questa è la differenza tra una semplice "dimostrazione promozionale" e una vera e propria funzionalità che useremo nella vita di tutti i giorni.
Se Siri fosse in grado di tradurre il nostro linguaggio quotidiano in azioni e numerose azioni all'interno delle app senza che noi tocchiamo lo schermo, rappresenterebbe un cambiamento epocale e rivoluzionario nel modo in cui utilizziamo l'iPhone. La vera domanda ora non è se Apple voglia raggiungere questo obiettivo, ma se il sistema sia finalmente abbastanza potente e pronto a gestire questi compiti complessi e a mantenere le promesse fatte dall'azienda negli ultimi due anni.
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